A Shiraz, ogni giorno, verso l’ora del tramonto, gli iraniani si recano, come in un pellegrinaggio, a visitare la tomba sontuosa in cui riposano le spoglie del poeta Hafez.
passeggiano nei giardini, aprono a caso il Divan-e Hafez, leggono un paio di righe: il loro destino si rivela attraverso le parole del poeta più amato ed onorato del paese.
Ero perso con lo sguardo verso il mare
ero perso con lo sguardo nell’orizzonte
tutto e tutto appariva come uguale ;
poi ho scoperto una rosa in un angolo di mondo,
ho scoperto i suoi colori e la sua disperazione
di essere imprigionata fra le spine
non l’ho colta ma l’ho protetta con le mie mani,
non l’ho colta ma con lei ho condiviso il profumo
e le spine, tutte quante.
Ah, stenderei il mio cuore come un tappeto sotto i tuoi passi,
ma temo per i tuoi piedi le spine di cui lo trafiggi.
Hafiz
