Iran aprile 2014

A Shiraz, ogni giorno, verso l’ora del tramonto, gli iraniani si recano, come in un pellegrinaggio, a visitare la tomba sontuosa in cui riposano le spoglie del poeta Hafez.

passeggiano nei giardini, aprono a caso il Divan-e Hafez, leggono un paio di righe: il loro destino si rivela attraverso le parole del poeta più amato ed onorato del paese.

Ero perso con lo sguardo verso il mare
ero perso con lo sguardo nell’orizzonte  
tutto e  tutto appariva come  uguale ;
poi ho scoperto una rosa in un angolo  di  mondo,
ho scoperto i suoi colori e la sua disperazione  
di  essere imprigionata fra  le  spine  
non l’ho colta ma l’ho protetta con  le mie mani,  
non l’ho colta ma con lei ho condiviso  il profumo
e le spine, tutte quante.
Ah, stenderei il mio cuore come un tappeto sotto i tuoi passi,
ma temo per i tuoi piedi le spine di cui lo trafiggi.

Hafiz

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