Il Senegal non è una destinazione rinomata per un vasto patrimonio artistico o culturale, né per paesaggi naturali spettacolari. Ma sapevamo che questo viaggio ci avrebbe regalato qualcosa di speciale: emozioni autentiche e profonde. I senegalesi ci hanno accolto con una disponibilità e una gentilezza d’animo rare, trasformando ogni momento in un’esperienza umana intensa e piena di bellezza.
Abbiamo iniziato il viaggio on the road nella capitale Dakar, e da qui abbiamo raggiunto il Saint Luis, a nord, per poi scendere verso le località più centgrali e a sud del paese. I primi giorni hanno richiesto lunghe tratte in pulmino, con poche attrazioni lungo la strada, ma con la presenza di Emmanuelle Dioh, la nostra guida locale che ci ha accompagnato per tutta l’avventura, il percorso è diventato molto più significativo. Emmanuelle è stato il nostro valore aggiunto: non solo ci ha guidati in ogni luogo, ma ha arricchito l’esperienza con la sua disponibilità e il suo impegno, andando oltre le nostre aspettative.
Abbiamo pernottato a Sokone in homestay, una formula di ospitalità che ha permesso di entrare in contatto con le famiglie locali e di sostenere il turismo responsabile e la cooperativa di Sokone. Sebbene parte del gruppo abbia apprezzato soprattutto il significato della scelta, alcuni hanno trovato l’esperienza meno emozionante di quanto avessero immaginato. Le famiglie parlano solo francese, e la nostra conoscenza limitata della lingua ha impedito un’interazione profonda, oltre i saluti e i convenevoli. Tuttavia, le famiglie ci hanno accolti con grande disponibilità, e l’esperienza di cenare insieme a loro è stata autentica.
Certo, le stanze sono semplici: un paio avevano qualche piccolo inconveniente, come la polvere o un rubinetto mal funzionante, ma penso che rinunciare a un po’ di comfort per una notte sia poca cosa, se questo significa sostenere una comunità.
Questa scelta ci ha anche dato l’opportunità di assistere a uno spettacolo unico e coinvolgente: la lotta senegalese, una tradizione locale autentica e non organizzata per i turisti. Siamo rimasti fino a notte fonda, incantati dai rituali di preparazione dei lottatori, dai canti, dai tamburi assordanti che scandivano il ritmo. È stato un momento intenso, in cui ci siamo immersi completamente nella cultura senegalese.
Il Senegal nonè solo esplorazione, ma soprattutto incontro, scambio e supporto reciproco. Un’avventura che ci ha riempito di bellezza e autenticità.
